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Piante Grasse

caratteristiche delle piante grasse

Piante Grasse

Il termine piante grasse, pur restando improprio in botanica, è usato comunemente per indicare quella categoria di piante che accumulano acqua nei propri tessuti.

La denominazione corretta fa riferimento alle famiglie botaniche di appartenenza tra le quali troviamo:

  • le Euforbiacee
  • le Cassulaceae
  • le Aloacee
  • Agavaceae
  • le Cactacee
  • e molte altre ancora…

Ecco perché per comodità si utilizza di solito il termine di pianta grassa, che raccoglie tutte le specie della stessa tipologia.

Tali piante si presentano nelle forma più disparate.

Il fascino delle piante grasse è dato appunto dalle forme strane e suggestive, che a volte somigliano a vere e proprie sculture vegetali.

Altre volte sembrano il simbolo di forza e resistenza della natura al calore dei deserti o di luoghi dimenticati dall’uomo per le condizioni climatiche proibitive.

Le sempreverdi piante grasse sono un esempio dell’adattamento della natura a condizioni climatiche estreme.

Dato che i cambiamenti climatici hanno provocato la desertificazione di ampie zone della Terra, che una volta godevano di una rigogliosa vegetazione.

Queste specie sono sopravvissute alla scarsità di precipitazioni, all’inaridimento dei terreni, e a temperature molto elevate.

Tali mutamenti hanno creato una selezione intensiva delle specie vegetali e talune hanno resistito in maniera eccellente nel corso dei millenni tanto da rendersi specializzate alla sopravvivenza.

Va detto che l’habitat delle piante grasse non è rappresentato solo ed esclusivamente alle zone aride.

Molte derivano da aree molto umide, come le distese verdi delle foreste Amazzoniche.